Eccoti assente, davanti a me
e dietro il resto.
Vivi un labirinto, groviglio di parentesi.
Aperta l'ennesima hai già la consapevolezza che presto si chiuderà,
che la chiuderai,
e ne vivi il contenuto.
Lo senti addosso e ha peso di tempio.
Lo senti dentro e ha punte d'infiniti spilli.
Si legge nella distesa opaca contenuta tra le ciglia,
confini che sembrano cespugli,
cornici disegnate per impreziosire aiuole
irrimediabilmente svigorite.
Poi
angoli di labbra disegnano un sorriso,
infinitesimo nel suo infinito
ma solo un disegno senz'ombra d'anima,
sbiadito, dovuto.
Come un lampo nella notte che è davvero solo un lampo.
Goccia di luce nell'iride del corvo che
immancabilmente
torna ad avvolgere la mente, non le membra.
Volendo anche solo assaporare un attimo
sai che non ti sarà
mai
più
possibile
ignorare la meccanicità di un qualunque sentimento.
venerdì 18 maggio 2007
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