venerdì 18 maggio 2007

LE PAGINE STRAPPATE

a Serenella,
fiore di vetro.
"Forse stavi cercando questo".
La voce del vecchio bibliotecario comparve dal nulla. Non ti impaurì.
Eri solo una bimba e ti voltasti lentamente alzando lo sguardo per raggiungere quello sorridente e fiero del vecchio che, salito sull’incerta scala a pioli, aveva raggiunto lo scaffale più alto per prendere un libro. Riscese poi la scala lentamente, si inginocchiò davanti a te. Ormai avevi occhi solo per quel libro. Il tuo libro. Non dicesti nulla quando il libraio te lo porse. Ringraziasti con un sorriso dolce e soddisfatto tenendo il libro stretto tra le manine e uscendo dalla biblioteca.
Non immagineresti nemmeno quanto mi è sembrato lungo il tragitto. Quei pochi tornanti che io e te conoscevamo bene.
Dalla città ci si spostava verso quelle che erano le nostre origini. Origini umili come quelle dei cacciatori che per primi...
La casa di nostro zio, tuo ultimo rifugio, spiccava nel verde umido delle mattine di novembre. Ti nascondeva, mentre il cielo commemorava l’azzurro dei tuoi occhi. Colonna sonora, un assordante silenzio.
Quanto eri bella. Anche allora. Lo sguardo timido non ti aveva abbandonato nemmeno davanti al tuo più grande atto di forza. Era lì, solo un po’ assente.
Le schegge del parabrezza frantumato erano diamanti che rendevano dolorosamente inestimabile un gioiello già prezioso.
L’odore acre che non avrebbe mai più abbandonato i sedili dell’auto e tutte le tue cose sembrava fresca lavanda.
Quel libro non c’era. Non c’era mai stato. Era solo un’idea per un racconto mai scritto.Ma il mio cuore lo vide, poggiato al tuo fianco. Lo vide e cominciò a sfogliarlo, leggendo di sorrisi, di pianti, di tenere storie d’amore, di innocui capricci, di tenerezza,
di dolore,
di dolore,
di dolore.
Pieno di te.
Infine una pagina bianca. Voltata quella, solo i minuscoli lembi delle tante pagine che avevi strappato.
Quante ne avresti potute riempire. Ancora.
Ma hai deciso di tornare da quel vecchio bibliotecario.
Forse ti darà un nuovo libro, questa volta pieno di colori. O forse ti darà una mano lui, ora, a riempire le pagine che hai strappato e portato con te.
Ma quanto avrei voluto essere io ad aiutarti. Lo so, sarebbe stato difficile scrivere le prime.Ma quanto è e sarà insopportabile sapere che non potremo scriverne più.

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